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Palermo in 24 ore. La Top Five!

Sbarcate per la prima volta a Palermo e avete a disposizione un solo giorno per visitarla? Ecco la guida perfetta!

In effetti è veramente difficile stilare una “Top Five” per Palermo. E’ una città così interessante e ricca di storia, cultura e monumenti che anche ad un palermitano capita d’imbattersi in sorprendenti siti d’interesse culturale stupendosi di non averli conosciuti prima.

L’idea di stilare questa “Top Five” nasce per dare a chi passa da Palermo velocemente la possibilità di vivere un’esperienza emozionale che è veramente difficile da provare in altre città del mondo.

Con questa lista vedrete certamente le più belle “cartoline” e riuscirete ad immergervi in un’atmosfera unica. Siete pronti? Amunì!

PALAZZO DEI NORMANNI E CAPPELLA PALATINA

Cappella Palatina

Palazzo dei Normanni, sede dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) ossia il Parlamento in attività più antico d’Europa, è lo scrigno che al suo interno racchiude un inestimabile tesoro: la Cappella Palatina. Questa chiesa, costruita a partire dal 1130 per volere del re Ruggero II, è un gioiello nel senso letterale del termine. La presenza di un’immensa quantità d’oro nei rivestimenti delle sue pareti vi lascerà senza parole e con il naso perennemente all’insù.

La Cappella luccica in ogni parte in quanto è completamente ricoperta da mosaici bizantini, nei quali è raffigurato il Cristo pantocratore che dialoga con San Pietro e San Paolo. Assolutamente imperdibile!

Orari e biglietti: da lunedì a sabato 8.15-17.40, domenica e festivi 8.15-13. Biglietto intero solo Cappella Palatina 10€.

TEATRO MASSIMO 

Teatro Massimo

È il teatro lirico più grande d’Italia e terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l’Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Fu costruito alla fine dell’Ottocento da un progetto del  noto architetto palermitano, Giovan Battista Basile. Tutto qui è grandioso, elegante, dalle sale fino all’architetture Liberty esterne. Quella scalinata maestosa, sormontata da due leoni in pietra, sulla quale un vero palermitano si deve sedere almeno una volta nella vita, ha ammaliato anche Francis Ford Coppola, che qui ha girato il finale de Il Padrino Parte III.

Sulla facciata, sopra le sei colonne dell’ingresso, è incisa la frase:

“L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire.”

Sarò anche di parte ma per me è, senza tema di smentita, il teatro più bello del mondo!
Orari & biglietti: tutti i giorni dalle 9.30 alle 18, biglietto intero 8€.

CATTEDRALE DI PALERMO

Cattedrale di Palermo

L’espressione più significativa dello stile arabo-normanno che rende unica l’architettura siciliana é forse la solenne Cattedrale di Palermo .  Situata a pochi passi dal Palazzo dei Normanni, si raggiunge dalla vicina Piazza Indipendenza o, se salite dalla zona marina, dal bellissimo  Corso Vittorio Emanuele. Le linee architettoniche, i colori e l’impatto scenografico riportano alla mente la Giralda di Siviglia. Alle dimensioni imponenti si contrappone uno spazio interno molto sobrio e luminoso, dove è possibile visitare le tombe dei reali Federico II e Costanza d’Aragona, il loro tesoro e la Cappella di Santa Rosalia, con le reliquie della patrona di Palermo
Orari & biglietti: da lunedì al sabato 7-19, domenica e festivi 8-13 e 16-19. Biglietto intero 7€.

BALLARÒ, CAPO E VUCCIRIA: I MERCATI STORICI

Una pBallaròasseggiata nei mercati rionali consente di assaporare nel profondo l’anima della città. Ancora oggi Palermo riesce a dare esperienze uniche che ricordano tanto i suq arabi. Un crogiolo di odori e colori. Un mix di tradizione, storia e cultura senza eguali nel nostro paese.
Il mercato storico di Ballarò é inserito nella cornice popolare e multietnica del quartiere Albergheria: é una strada invasa dalle bancarelle, sempre affollatissimo e aperto anche nel pomeriggio. C’è di tutto in vendita, ma a fare bella mostra di sé nelle cassette di legno sono soprattutto le prelibatezze provenienti dagli orti e dalle campagne palermitane, frutta, verdura e ortaggi a prezzi veramente modici.

Il mercato del Capo, alle spalle del Teatro Massimo, é quello in cui tanti palermitani vanno ancora a fare la spesa. Luogo storico per la vendita della carne, oggi si viene trascinati dall’abbanniata dei venditori ambulanti tra trionfi di frutta, verdura e pesce fresco.

La Vucciria raffigurata magistralmente da Renato Guttuso in un suo sublime quadro, e in passato icona di Palermo, oggi non esiste quasi più. Sono rimasti solo pochi banchi, qualche negozio originale e gli immancabili bambini che giocano a calcio in strada. Al contrario di ciò che accade alla luce del sole, la Vucciria si anima la sera, quando le bancarelle vengono sostituite da pub e improvvisate taverne low cost.

KALSA E SPASIMO

S. Maria dello Spasimo

Quartiere storico di origine araba, il suo nome deriva da Al-Khalisa (l’Eletta), quando era una cittadella fortificata per proteggere l’Emiro da eventuali sommosse popolari.
La Kalsa è un rione centrale e popolare, uno spaccato pittoresco di vita palermitana, nella bellezza e nella miseria. Si entra dalla Porta dei Greci, lasciando il mare alle spalle, e ci si tuffa nei vicoli e stradine dove tutto sa di arabo, dal dialetto urlato dagli ambulanti, ai mestieri più diffusi, fino al cibo di strada. Qui si intrecciano la vita e la morte: é nella Kalsa che nacque Paolo Borsellino, a pochi passi dall’Antica Focacceria, e Tomasi di Lampedusa vi trascorse gli ultimi anni di vita ambientando Il Gattopardo.
Durante la visita al quartiere arabo consiglio di passare anche da Piazza Magione, raduno serale dei giovani, di entrare nel suggestivo Complesso Monumentale di S. Maria dello Spasimo (sede della Fondazione “The Brass Group”, del Museo del Jazz, della Scuola Popolare di Musica, del Ridotto, denominato anche Blue Brass e della Scuola Europea d’Orchestra Jazz) e di fare una sosta al Kursaal Kalhesa, enoteca-ristorante-libreria piuttosto chic che si trova all’interno di un bastione delle mura.

Buona visita di Palermo e arrivederci alla prossima guida su questa straordinaria città! 🙂

valeriontheroad

valeriontheroad

Papà (neo) Travel Blogger. Innamorato del mondo e cultore del viaggio "On The Road".

3 Comments

  • Alba

    Concordo pienamente e, se si volesse allietare oltre che la vista il palato, consiglierei di intervallare le visite con degli assaggi del tipico cibo di strada palermitano
    Ma questo, per quanto ricco e variegato, meriterebbe proprio un articolo parte!

    14 gennaio 2016 at 8:29
    • valeriontheroad
      valerio

      Beh, grazie mille Alba intanto per il tuo prezioso commento. Hai proprio ragione, Palermo è una di quelle città che offrono uno “Street Food” davvero superlativo. Come te credo che questo meriti un approfondimento a parte, un articolo che riesca ad enucleare con minuziose descrizioni, tutto ciò che la Palermo da mangiare riesce ad offrire.
      Ad ogni modo credo che un visitatore attento e curioso possa già trarre buoni assaggi facendo il giro di questa Top 5. Attraversando i mercati rionali citati nell’articolo, per esempio, avrà certamente la fortuna e l’opportunità di essere attratto dall’odore del “Paninu ca meusa”, da qualche “Stigghiolaru” diurno e da tante altre prelibatezze nostrane.
      Ma lasciamoci con una promessa. Buttiamo giù una bella guida sullo “Street Food” palermitano e mettiamola a disposizione degli internauti. Ti lancio la sfida, ti andrebbe di scrivere e approfondire qualcosa su questo aspetto? Magari consigliando anche dei posti da “visitare” 🙂
      Un caro saluto e a prestissimo! 😉

      14 gennaio 2016 at 12:44

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